Zoe di Bisanzio (in greco: Ζωή, Zōē; Costantinopoli, 978 circa – Costantinopoli, giugno 1050) è stata un'imperatrice bizantina. Figlia del basileus Costantino VIII di Bisanzio, fu basilissa dei romei dal 15 novembre 1028 fino alla sua morte, (tra il 19 aprile e l'11 giugno 1042 lo fu a pieno titolo).
Nata nel 978, visse con le sorelle sempre a Palazzo, finché fu promessa dallo zio Basilio II in sposa ad Ottone III. Nel gennaio del 1002 partì da Costantinopoli facendo rotta per Bari dove sarebbe divenuta Imperatrice del Sacro Romano Impero, riunificando dopo secoli le due parti dell'Impero; al suo arrivo però seppe che Ottone era morto a Civita Castellana per una febbre malarica, e fu costretta a far ritorno a Costantinopoli, per vivere altri vent'anni chiusa nel Sacro Palazzo.
Nel 1028, prevedendo una sua prossima morte Costantino VIII, privo di eredi maschi, per continuare la dinastia decise di farla sposare con il personaggio più importante della città, l'eparca Romano Argiro (già sposato, ma costretto a divorziare): Zoe salì al trono il 15 novembre del 1028 al fianco di Romano III, anche se la vera erede era lei. Con Romano III non ebbe però sin da subito buoni rapporti. Romano III voleva un'erede, ma la sovrana aveva compiuto cinquanta anni, così iniziò ad evitarla e non le permise più di toccare il tesoro reale; questo contribuì a provocare il risentimento di Zoe che, con l'aiuto dell'eunuco Giovanni detto l'Orfanotrofo, avvelenò Romano III. Lui non morì, quindi lo fece assassinare dal suo amante Michele, fratello giovane ed affascinante di Giovanni di cui Zoe si era invaghita, mentre Romano faceva un bagno nelle piscine del Gran Palazzo. Dopo la morte di Romano III, si sposò quella stessa notte del 1034 con Michele, divenuto così Michele IV. Michele, fu un buon imperatore con l'aiuto del fratello eunuco e nonostante avesse quest'ultimo isolato sempre più la porfirogenita, ormai rinchiusa nel gineceo del Palazzo e sorvegliata a vista; Zoe non smise mai di amare il giovane Imperatore, per quanto questo già da un po' non la ricoprisse più di attenzioni come una volta. Michele IV però era affetto da epilessia e avendo l'eunuco Giovanni timore che la sua famiglia perdesse il trono, fece in modo che Zoe su richiesta dell'amato Michele IV adottasse suo nipote, anch'egli chiamato Michele (il futuro Michele V).
Michele però, nonostante Zoe gli avesse fatto ottenere la Porpora alla morte di Michele IV (dicembre 1041), avendo in odio la sua stessa famiglia e la donna a cui doveva tutto; dopo un paio di mesi la allontanò con lo stesso infido zio eunuco (affermando che stessero tramando contro la sua vita) dalle dorate sale del Gran Palazzo, segregandola in un monastero nell'isola di Prinkipo, nel mar di Marmara (Pasqua 1042). Zoe riuscì però a tornare sul trono paradossalmente il giorno dopo, in seguito ad una sommossa popolare alla notizia del suo allontanamento dalla corte imperiale (19 aprile 1042). Il popolo l'aveva sempre amata, ultima discendente di una casata, quella Macedone che aveva fatto grandi cose per l'Impero. L'odiato Michele V spodestato, venne prima accecato poi ucciso. Governò quindi brevemente con la sorella Teodora che non amava affatto: ma insieme promulgarono leggi contro la compravendita di cariche, apportarono migliorie all'amministrazione civile e militare e insediarono alcuni uomini di valore in posti importanti; durante il loro regno venne istituito un tribunale con il compito di indagare sugli abusi del loro predecessore (interrogato il gran domestico Costantino, furono rinvenute 3500 libbre sottratte al tesoro imperiale). Poi, vista l'incompatibilità di carattere delle due Porfirogenite sulla gestione del potere, si decise per un terzo matrimonio con un senatore sessantenne, divenuto poi Costantino IX Monomaco (11 giugno 1042).
Morì nel 1050 e fu seppellita nel monastero della Theotokos Peripletos.
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