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« Gli insegnanti sono una risorsa fondamentale del Paese. Bisogna aumentare i loro stipendi, per aumentarne produttività, competenze e capitale umano. » |
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« [...] gli insegnanti sono tanti, costano tanto anche se il loro reddito è infinitamente modesto in confronto ad altri Paesi [...] il risultato è che un professore di liceo con 15 anni di insegnamento ha uno stipendio lordo di 27.500 euro -c'è da vergognarsi- contro i 40.000 della media OCSE [...] io dico che siamo di fronte ad un egualitarismo che forse troverebbe cittadinanza in un sistema socialista non in un sistema di filosofia liberale e capitalistica come è e deve essere il nostro [...] » |
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« I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e in maggioranza non sono neppure entrati per concorso, ma grazie a sanatorie. E poi 1300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l'insegnamento è part-time e come tale è ben pagato. » |
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« [...] Abbiamo deciso di introdurre il maestro unico nelle elementari. [...] » |
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« Ti sei sbagliata (rivolto simpaticamente a Mariastella Gelmini), non è maestro unico ma prevalente! » |
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« Non permetteremo che vengano occupate scuole e università. [...] È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule. » |
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« Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà. » |
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Io c'ero: Roma, sciopero generale della scuola per manifestare contro la politica scolastica del governo italiano (30 ottobre 2008): tratto del troncone principale della manifestazione nazionale all'imbocco di via Sistina.
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St'utente parla 'n cinico de 'o dialetto d'Arbano. |
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Indice di wikidipendenza di questo utente: 290 |
| (LA)
« Quid est enim libertas? Potestas vivendi ut velis. »
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(IT)
« Cos'è infatti la libertà? La possibilità di vivere come si vuole. »
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« Sentinella, quanto resta della notte? » |
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« Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane: ora sappiamo che è un delito il non rubare quando si ha fame. » |
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« Le lingue le creano i poveri e poi seguitano a rinnovarle all'infinito. I ricchi le cristallizzano per poter sfottere chi non parla come loro. O per bocciarlo. » |
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« I nostri rapporti con il prossimo si limitano al massimo ad un'analisi dei suoi difetti e ad una sterile critica dei suoi comportamenti » |
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« Lui forse la perdonerà. Ne ha perdonati di peggio. » |
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« Pagare moneta, vedere cammello. » |
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« Ci sono due cose che non ti insegnano ad Harvard: cuocere una faraona al forno ed usare un fucile a canne mozze. Lo farò ora da autodidatta. » |
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« Che Dio ci perdoni. E ci perdonerà. E' il suo mestiere. » |
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« Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, era come un vaso d'argilla costretto a viaggiare a contatto con molti vasi di ferro [...] » |
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« E ricordate cha al di là di Kansas City non c'è più legge, e dopo Salt Lake City non c'è più Dio » |
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« Per stupire mezz'ora basta un libro di storia / Io volli imparar la Treccani a memoria (...) » |
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« Con la civiltà di massa oggi viene fuori anche la criminalità di massa. » |
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« Il potere non deriva da un distintivo o da una pistola. Il potere deriva dalla bugie, e bisogna dirle grosse, fnchè non avrai il maledetto mondo intero che sta al tuo gioco. Li avrai in pugno non appena riuscirai a metterli d'accordo su quello che in cuor loro sanno bene non essere vero. Allora sei il capo, puoi falsificare la realtà sotto i loro occhi e loro ti sorrideranno. » |
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« Il potere logora chi non ce l'ha. » |
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« Alla fine della baldoria c'era nell'aria un silenzio strano / qualcuno ragliava con meno boria / e qualcun altro grugniva piano (...) Poi tutto tacque, vinse ragione / si placò il cielo, si posò il mare / solo qualcuno in resurrezione, piano, in silenzio, tornò a pensare... » |
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« Il denaro è dunque l'universale rovesciamento delle individualità che capovolge nel loro contrario (...) muta la fedeltà in infedeltà, l'amore in odio, l'odio in amore, la virtù in vizio, il vizio in virtù (...) è l'universale confusione e inversione di tutte le cose » |
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« Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato » |
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« La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. » |
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« Non permetto che si parli di libertà, nè sociale, nè individuale. Questi sono lussi. Io non credo ai lussi. La guerra ha messo fine ai lussi. La guerra ha messo fine alla libertà. L'unica liberà rimasta al mio popolo è quella di soffrire la fame. La libertà di morire, la libertà di vivere ein un mondo di caos. Dovrei concedere loro questa libertà? Penso di no. Penso di no. Riservo forse a me stesso la libertà che nego agli altri? No. Siedo qui nella mia gabbia e sono solo un servitore. Io, che sono il padrone di tutto ciò che vedo. Vedo desolazione. Vedoi ceneri. Ho così tanto. Ho così poco. Non sono amato, questo lo so. Né nell'anima né nel corpo. Non ho mai conosciuto il morbido sussurro delle tenerezza. Mai la pace che si trova fra le cosce di una donna. Ma sono rispettato. Sono temuto. E questo è sufficiente. » |
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« Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.
E’ frusco il lonfo! E’ pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo.
Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi. » |
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| (ES)
« Cuando sonó la trompeta,
estuvo todo preparado en la tierra,
y Jehova repartió el mundo
a Coca-Cola Inc., Anaconda,
Ford Motors, y otras entidades:
la Compañía Frutera Inc.
se reservó lo más jugoso,
la costa central de mi tierra,
la dulce cintura de América.
Bautizó de nuevo sus tierras
como "Repúblicas Bananas,"
y sobre los muertos dormidos,
sobre los héroes inquietos
que conquistaron la grandeza,
la libertad y las banderas,
estableció la ópera bufa:
enajenó los albedríos
regaló coronas de César,
desenvainó la envidia, atrajo
la dictadora de las moscas,
moscas Trujillos, moscas Tachos,
moscas Carías, moscas Martínez,
moscas Ubico, moscas húmedas
de sangre humilde y mermelada,
moscas borrachas que zumban
sobre las tumbas populares,
moscas de circo, sabias moscas
entendidas en tiranía.
Entre las moscas sanguinarias
la Frutera desembarca,
arrasando el café y las frutas,
en sus barcos que deslizaron
como bandejas el tesoro
de nuestras tierras sumergidas.
Mientras tanto, por los abismos
azucarados de los puertos,
caían indios sepultados
en el vapor de la mañana:
un cuerpo rueda, una cosa
sin nombre, un número caído,
un racimo de fruta muerta
derramada en el pudridero. »
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(IT)
« Appena squillò la tromba
tutto era pronto sulla terra,
e Geova divise il mondo
tra Coca-Cola Inc., Anaconda,
Ford Motors, e altre società:
la United Fruit Company
si riservò la parte più succosa,
la costa centrale della mia terra,
la dolce cintura d’America.
Ribattezzò le sue terre
“Repubbliche delle Banane”,
e sopra gli inquieti eroi
che conquistarono la grandezza,
la libertà, e le bandiere,
instaurò l’opera buffa:
cedette antichi benefici,
regalò corone imperiali,
sguainò l’invidia, e chiamò
la dittatura delle mosche,
mosche Trujillo, mosche Tavho,
mosche Carias, mosche Tartinez,
mosche Ubico, mosche umide
d’umile sangue e marmellata,
mosche ubriache che ronzano
sopra le tombe popolari,
mosche da circo, sagge mosche
esperte in tirannia.
Tra le mosche sanguinarie
sbarcò la Compagnia
stipando di caffè e frutta
le sue navi che poi scomparvero
come vassoi con il tesoro
delle nostre terre sommerse.
Frattanto, entro gli abissi
pieni di zucchero dei porti,
cadevano indios sepolti
dal vapore del mattino:
rotolò un corpo, una cosa
senza nome, un nome caduto,
un grappolo di frutta morta
finita nel letamaio. »
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