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Tunisia
Tunisia - Bandiera
Tunisia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Ordine, Libertà, Giustizia

Informazioni
Nome completo: Repubblica Tunisina
Nome ufficiale: الجمهورية التونسية
Lingua: arabo
Capitale: Tunisi  (674.100 ab. / 1994)
Politica
Governo: Repubblica presidenziale
Capo di stato: Zine El Abidine Ben Ali
Capo di governo: Mohamed Ghannouchi
Indipendenza: Dalla Francia, 20 marzo 1956
Ingresso nell'ONU: 1956
Superficie
Totale: 163.610 km²  (89º)
 % delle acque:   %
Popolazione
Totale (2003): 9.924.742 ab.  (81º)
Densità: 60,66 ab./km²  
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +1
Economia
Valuta: Dinaro tunisino
PIL (PPA)  (2005): 83.673 milioni di $  (63º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 8.255 $  (71º)
ISU  (2005): 0,766 (medio)  (91º)
Energia:
Varie
TLD: .tn
Prefisso tel.: +216
Sigla autom.: TN
Inno nazionale: Himat Al Hima, Ala Khallidi
Festa nazionale: 20 marzo

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La Repubblica Tunisina (in arabo الجمهورية التونسية, ovvero "al-Jumhūriyya al-Tūnusiyya"), o Tunisia [tu-ni-Sì-a], è uno Stato del Nordafrica bagnato dal mar Mediterraneo e confinante con l'Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est. Si ritiene che il suo nome, Tunus, abbia origine dalla lingua berbera, con il significato di promontorio, o, più probabilmente, "luogo in cui passare la notte" (si può osservare la corrispondenza con un altro toponimo nordafricano dell'antichità, Tuniza, odierna La Calle, Algeria).

Indice

modifica Geografia

La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell'Atlante. È anche uno degli Stati del Maghreb, come la Mauritania, il Marocco, l'Algeria e la Libia. La sua capitale, eccentrica rispetto al resto del territorio nazionale, è Tunisi, nel nord del paese.

modifica Morfologia

Il 40% della sua superficie è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.300 km di coste facilmente accessibili. Entrambi questi fattori giocarono un ruolo importante in epoca antica, prima con la fondazione della famosa città fenicia di Cartagine, e successivamente con l'istituzione della provincia romana dell'Africa, quando divenne il granaio dell'Impero Romano.

Il paese possiede una rete idrografica scarsamente sviluppata. Il fiume Medjerda, lungo 365 km, nasce in Algeria ma si snoda per ¾ del suo percorso in territorio tunisino prima di sfociare a nord di Tunisi. Nella fertile vallata della Medjerda si concentrano le attività agricole del paese. Unico bacino lacustre di rilievo è il lago di Biserta.

modifica Clima

Il clima si presenta mediterraneo sulle coste, con inverni miti e umidi ed estati calde e secche, mentre è di tipo semi-desertico o desertico nell'interno, con temperature estive molto elevate e precipitazioni scarse. La calura estiva è comunque limitata dalle brezze marine (solo sulle coste), mentre quando il vento (ghibli) soffia dal deserto, la temperatura può diventare opprimente.

modifica Popolazione

In Tunisia ci sono 9.600.000 abitanti, per la maggiaranza arabi; ci sono tuttavia anche minoranze berbere e europee

modifica Demografia

Diagramma (commons)

modifica Etnie

La maggioranza (il 98%) dell'odierna popolazione tunisina è di origine araba. Esiste comunque ancora una esigua rappresentanza di popolazione di origine berbera (1%) che si trova nel sud est del paese, sulle montagne Jabal Dahar, e sull'isola di Jerba.

Altre popolazioni che si trovano nel paese sono di origine ebraica, concentrate per lo più a Tunisi e Jerba, ridottasi molto dal momento in cui il paese ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia.

modifica Lingue

La maggior parte della popolazione parla arabo. Molto parlato è anche il francese, soprattutto nelle città; in alcune località del sud e dell'isola di Djerba è ancora parlato il berbero.

modifica Religioni

Circa il 98%[1] della popolazione è di religione musulmana. Oltre alla minoranza di fede ebraica(1%), è presente anche una piccola componente di credenti di fede cristiana(1%), per lo più discendenti di coloni francesi ed italiani.

modifica Storia

La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria: la presenza umana è documentata fin dal paleolitico. I suoi primi abitanti noti furono tribù berbere. Sintetizzando millenni di storia tunisina bisogna ricordare lo scontro fra le due etnie dei berberi sedentari e degli arabi nomadi, avvenuto fra il XII e il XIV secolo.
Il rapporto fra queste due culture, sul piano del potere politico, è stato sempre squilibrato a favore della cultura sedentaria. I berberi sono tuttora una piccola minoranza di 50.000 persone. Nel 814 a.C. fu fondata Cartagine per mano dei fenici; dopo le Guerre Puniche Cartagine passò sotto la conquista romana, dove conobbe un periodo di grande prosperità: si sviluppano l' agricoltura e l' urbanizzazione.

modifica Antichità

  • 814 a.C.: fondazione di Cartagine da parte di coloni provenienti dalla Fenicia e più precisamente da Tiro. Fondatrice mitica è la regina Didone, sorella di Pigmalione re di Tiro. Mentre Roma è ai primi passi, la città diventa rapidamente un grande potenza marittima.
  • IV secolo a.C.: alla fine di questo secolo Cartagine raggiunge la sua massima potenza, controllando il commercio marittimo nel Mediterraneo occidentale come e più dei greci in quello orientale e possedendo Malta, Sicilia occidentale, Sardegna, Corsica, Baleari, Andalusia.
  • 264 a.C. - 146 a.C.: 120 anni di guerra contro Roma, che l'occidente conoscerà come le tre guerre puniche. Alla fine, i cartaginesi sono sconfitti e Cartagine viene distrutta.
  • 146 a.C. - 439: il territorio cartaginese diventa la Provincia Africa, prima colonia romana al di là del Mediterraneo, con capitale Utica. Cartagine risorge romana grazie a Cesare e con Augusto torna capitale della provincia; il paese conosce una grande prosperità fondata sulla produzione di grano e olio e sul ruolo di treminale della tratta degli schiavi neri.
  • I secolo: il cristianesimo arriva presto in queste terre, dove è fortemente contrastato. Tuttavia, si diffonde ancor più rapidamente che in Europa e la Chiesa vi è regolarmente costituita già a metà del III secolo: Cartagine diviene una delle capitali del cristianesimo occidentale (latino), con Tertulliano, Cipriano e Aurelio; di qui è originario Agostino, che si convertirà a Milano.
  • 439: dieci anni dopo aver varcato lo Stretto di Gibilterra, i Vandali di Genserico occupano incontrastati prima Ippona e poi Cartagine e con esse tutta la provincia, instaurando un regno esteso da Ceuta a Tripoli. Cristiani, ma ariani, sono in permanente conflitto con la popolazione autoctona (romana o berbera romanizzata), cristiana cattolica, che viene spesso perseguitata ma tiene viva la cultura latina, proprio mentre sta per cadere l'Impero Romano d'Occidente (476).
  • settembre 533: Belisario, generale dell'Impero Romano d'Oriente, sconfigge i Vandali per conto dell'imperatore Giustiniano dando inizio a 150 anni di dominio bizantino. I Vandali vengono deportati a est come schiavi. I bizantini non sono però capaci di integrare i berberi e la loro cultura (inclusa la tradizione ecclesiale latina anziché greca) nelle istituzioni dell'Impero d'Oriente, provocando uno stato quasi endemico di guerriglia.

modifica Umma

A metà del VII secolo inizia la penetrazione degli arabi e della loro nuova religione, l'Islam. Sono necessarie ben cinque spedizioni, la prima nel 647, la seconda nel 661, la terza nel 670, la quarta nel 688, la quinta nel 695 e la sesta nel 698-702, per strappare il paese ai Bizantini e insediarvisi stabilmente, spezzando anche la resistenza dei Berberi. Proprio nel 670 gli invasori arabi fondano Kairouan.

Con la conversione dei Berberi all'Islam (702), la conquista diviene politicamente irreversibile e l'antica Provincia Africa diviene Ifriqiya nella lingua dei nuovi dominatori. Malgrado il popolo berbero avesse adottato la religione degli invasori, non fu mai disposto ad accettarne il dominio, tanto da aderire in massa al Kharigismo e a iniziare una serie di rivolte che durarono fino all'arrivo dei Turchi ottomani.

Dopo la dinastia degli Aghlabidi, soggetta ai califfi sunniti (IX secolo), proprio l'Ifriqiya vede la nascita (909) della dinastia sciita dei Fatimidi (fondatori arabi di Mahdia, loro prima capitale, nel 921), che poi occuperà anche l'Egitto, dove si trasferirà (972) lasciando il potere locale alla dinastia berbera degli Ziridi, che mirando all'autonomia dei berberi rompono con i fatimidi nel 1048 ma vengono sconfitti nel 1053. Solo a partire da questa data l'arabo comincia a prevalere sul berbero.

Nella prima metà del XII secolo le città della costa sono spesso occupate dai normanni del Regno di Sicilia. Nel 1159-1160 tutta la regione cade sotto il dominio degli Almohadi, berberi provenienti dal Marocco e dall'Algeria, che unificano tutto il Maghreb. Tuttavia, già nel 1228 se ne rende autonoma la dinastia berbera degli Hafsidi, che regnerà fino al XVI secolo, quando, in risposta alle crescenti pressioni del Regno di Spagna, si realizza gradualmente la conquista da parte dei turchi Ottomani.

Nel 1574 la Tunisia è annessa all'Impero ottomano; tuttavia, gli ottomani saranno sempre pochi e costretti a delegare il potere amministrativo a notabili locali, riservandosi l'autorità militare. Nel 1705 viene fondata la dinastia Husaynide (o Husseinide), il cui esponente regnerà come Bey di Tunisi fino al 1957.

modifica Colonialismo

Dal 1881 al 1956 la Tunisia, pur formalmente retta dal Bey, è soggetta al protettorato francese. Il 12 maggio 1881 viene firmato il Trattato del Bardo: la Francia, già da 50 anni installata in Algeria, batte sul tempo le mire dell'Italia, che contava la colonia europea più numerosa. Il protettorato francese mira a investire nello sfruttamento delle risorse naturali (agricole e minerarie) e quindi a sviluppare le reti di trasporto (stradale, ferroviario e navale). La resistenza anticoloniale dura praticamente per tutti i 75 anni di dominazione francese, alimentata e poi diretta dagli allievi delle prime scuole e università moderne. La guida il partito liberale costituzionale (Hizb al-Hor al-Desturi), o Destour (Dustūr in turco-arabo significa "Costituzione"), fondato nel 1920, poi soppiantato dal più radicale Néo-Destour, fondato nel 1934 (dal 1964 Partito socialista costituzionale); nel 1938 il governo francese proclama lo stato d'assedio.

La Seconda guerra mondiale coinvolge la Tunisia dal giugno 1940 al maggio 1943. In seguito alla sconfitta francese da parte dei nazi-fascisti, in base al Secondo armistizio di Compiègne (22 giugno 1940) la Tunisia fa parte del regime di Vichy. Dall'ottobre-novembre 1942 la Tunisia viene occupata dai nazi-fascisti in quanto si trova al convergere dell'avanzata americana dal Marocco e dell'avanzata britannica dall'Egitto. L'11-13 maggio 1943, al termine di un'epica ritirata iniziata ad El Alamein e conclusasi con la difesa di Capo Bon, il 5° gruppo corazzato Nizza Cavalleria, non informato dai tedeschi della propria improvvisa decisione di arrendersi e bombardato ininterrottamente dall'aviazione nemica, deve a sua volta alzare bandiera bianca; i britannici ammirati concedono ai comandanti Battistini e Baldissera di passare per l'ultima volta in rassegna il reggimento.

modifica Indipendenza

  • 1954, 31 luglio: il primo ministro francese Pierre Mendès-France si impegna, in un discorso a Cartagine, a riconoscere l'autonomia tunisina. Tahar Ben Ammar del Destour diviene Gran Vizir di Tunisi.
  • 1955, 3 giugno: le convenzioni firmate da Mendès-France e Ben Ammar inaugurano l'autonomia tunisina; i colloqui continuano in vista dell'indipendenza.
  • 1956, 20 marzo: il Trattato del Bardo è abrogato e quindi la Tunisia viene dichiarata indipendente. Alle elezioni dell'8 aprile il Néo-Destour ottiene il 95% dei voti: Habib Bourguiba (1903-2000) del Néo-Destour diviene Primo Ministro. Il 3 agosto la Tunisia abroga il doppio regime (coranico e civile) nei tribunali; progressivamente farà lo stesso nelle scuole. Il 13 agosto è approvato il Codice dello statuto personale (CSP), che di fatto emancipa le donne (divieto della poligamia, necessità di un'età minima e del reciproco consenso per il matrimonio, abolizione del dovere di obbedienza della sposa, sostituzione del divorzio al ripudio solo maschile). Cinque mesi dopo è vietato l'uso dell'hijab nelle scuole e sette mesi dopo alle tunisine è pienamente riconosciuto il diritto di voto.
  • 1957, 25 luglio: proclamazione della Repubblica. L'assemblea costituente dichiara decaduta la dinastia Husseinide. Si elegge un consiglio costituzionale che attribuisce a Bourguiba le funzioni di Presidente della Repubblica.
  • 1959, 1° giugno: viene adottata la prima Costituzione repubblicana, che conferma la natura laica dello stato. Preceduta in primavera dalle prime elezioni municipali, l'8 novembre si tengono, unitamente a quelle parlamentari, le prime elezioni presidenziali e viene eletto Bourguiba, unico candidato.
  • 1963, 6 febbraio: discorso di Bourguiba che inaugura la fase socialista, come necessaria allo sviluppo. L'ideatore (da più di un anno) ed esecutore è Ahmed Ben Salah, ex-sindacalista e ministro delle finanze. La Francia azzera gli aiuti allo sviluppo. Il 15 ottobre le truppe francesi lasciano il porto di Biserta, ultima loro base nel paese.
  • 1964, 19 ottobre: il Néo-Destour cambia nome in Partito socialista costituzionale (o desturiano).
  • 1965, 1º luglio: legalizzazione dell'aborto; in precedenza era stato propagandato l'uso della pillola contraccettiva.
  • 1968, gennaio: nasce l'Associazione di salvaguardia del Corano, ostile alla laicità e al CSP e ideologicamente affine ai Fratelli Musulmani, che sarà all'origine del partito Ennahda.
  • 1970, 8 giugno: discorso di Bourguiba che chiude la fase socialista. Ben Salah, dimissionato già a settembre, è stato condannato a 10 anni di carcere il 25 maggio. Anni dopo la sua eredità politica confluirà nel PUP.
  • 1973-1974: progetti di unione politica fra paesi del Maghreb-Mashrek, rapidamente falliti.
  • 1978, 26 gennaio: "Giovedì nero". Allo sciopero generale proclamato dal sindacato (UGTT) e ai disordini che ne seguono, la polizia risponde sparando sui manifestanti, su ordine del presidente: alcune centinaia i morti.
  • 1979, : in seguito alla firma degli accordi di Camp David fra Egitto e Israele (settembre 1978), la Lega Araba trasferisce la sua sede a Tunisi; ritornerà al Cairo nel settembre-ottobre1990.
  • 1981, aprile: al congresso del PSD Bourguiba apre al pluralismo politico: i primi due partiti di opposizione (MSD e PUP)saranno legalizzati il 19 novembre 1983.
  • 1981, 6 giugno: fondazione del Movimento della Tendenza Islamista, poi (febbraio 1989) ridenominatosi Hezb Ennahda ossia Movimento della Rinascita, con Rashid Ghannushi per emiro; mai legalizzato, alle elezioni parlamentari dell'aprile 1989 i suoi candidati otterranno il 14,5% dei voti.
  • 1983, dicembre-1984, gennaio: l'annuncio dell'aumento del prezzo del pane e dei cereali è accolto da violente manifestazioni spontanee; la repressione fa un centinaio di morti ma il 6 gennaio il presidente annuncia alla televisione che gli aumenti sono annullati.
  • 1987, 7 novembre: il generale Zine El-Abidine Ben Ali, primo ministro dal 1° ottobre, depone il presidente Bourguiba per senilità (modo gentile per definire il morbo di Alzheimer), con un colpo di stato "medico", favorito fra l'altro dall'Italia.
  • 1988, 27 febbraio: il Parti Socialiste Destourien (PSD) cambia nome in Rassemblement Constitutionnel Démocratique (RCD), pur restando membro dell'Internazionale Socialista.
  • 1989, 2 aprile: Zine El-Abidine Ben Ali viene per la prima volta eletto presidente (sarà rieletto nel 1994, 1999, 2004). In parlamento il RCD ottiene la quasi totalità dei seggi, ma gli islamisti ricevono molti voti.
  • 1991, 22 maggio: Ennahda viene accusata di complotto islamista (Ghannushi si rifugia a Londra); il processo contro 277 militanti si conclude (agosto 1992) con 265 condanne ad almeno 20 anni di carcere (Ghannushi all'ergastolo).
  • 2004, 24 ottobre: alle elezioni parlamentari il RCD ottiene l'87,7% dei voti e 152 seggi su 189, ossia tutti quelli uninominali; i 37 seggi garantiti alle opposizioni vanno a socialdemocratici (MDS, 4,6%, 14), social-panarabisti (PUP, 3,6%, 11), panarabisti (UDU, 2,2%, 7), post-comunisti (MID, 1,0%, 3), liberali (PSL, 0,6%, 2). Alle presidenziali Ben Ali ottiene il 94,5% dei voti validi.

modifica Ordinamento dello Stato

Secondo la Costituzione del 1° giugno 1959 (emendata dal 1° giugno 2002 per creare il bicameralismo), la Tunisia è una repubblica presidenziale fortemente squilibrata a vantaggio dell'esecutivo.

Il potere esecutivo è concentrato nel Presidente della Repubblica (i cui poteri costituzionali sono stati ulteriormente rafforzati nel 1988, 1997 e 2002), che lo esercita con l'assistenza di un Primo ministro e di più ministri, tutti di sua nomina e revoca. Il governo ha ampi poteri regolamentari. Il Presidente della Repubblica è eletto ogni 5 anni a suffragio universale ed è rieleggibile senza limiti purché abbia meno di 75 anni. Della pubblica amministrazione, incluse le forze armate e dell'ordine, dispone il Presidente. In quanto garante dell'indipendenza nazionale, dell'integrità del territorio e del rispetto della costituzione e delle leggi può attribuirsi poteri speciali in casio di pericolo imminente.

Il potere legislativo, peraltro di fatto in gran parte di iniziativa governativa con diritto di priorità, è esercitato da

  • Camera dei deputati (...), composta da 189 deputati (152 eletti in altrettanti collegi uninominali e 37 (20%), riservati per legge all'opposizione, in un collegio unico nazionale) eletti a suffragio universale diretto per un mandato di 5 anni;
  • Camera dei consiglieri (...), composta da 112 consiglieri per 2/3 eletti indirettamente e per 1/3 designati dal presidente. È stata inaugurata il 16 agosto 2005.

Costituzionalmente indipendente, la magistratura non lo è di fatto: il Presidente nomina e rimuove i magistrati su proposta del Consiglio superiore della magistratura da lui integralmente nominato e presieduto. Solo il Presidente può adire il Consiglio costituzionale.

modifica Suddivisioni amministrative

Per approfondire, vedi la voce Governatorati della Tunisia.

La Tunisia è suddivisa in 24 governatorati (wilayāt), che prendono il nome dalle città capoluogo. Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. I governatorati sono a loro volta suddivisi in "delegazioni", che raggruppano diversi comuni o "consigli rurali". La più piccola suddivisione amministrativa è l'imadat.

modifica Città principali

Rovine di Cartagine
Tipica cittadina della Tunisia

Le città principali sono la capitale Tunisi, importante centro economico amministrativo e turistico, Hammamet, Jerba, Tabarka, Susa, importanti città turistiche e bagnate dal mare, Sfax, industriale, Kairouan, la capitale religiosa, Biserta, Gabès, Tozeur, ultima città prima del deserto.

modifica Istituzioni

modifica Ordinamento scolastico

modifica Sistema sanitario

modifica Politica

modifica Elezioni del 2 aprile 1989

modifica presidenziali

  • candidato partito voti
  • Zine El-Abidine Ben Ali RCD 99,3%

modifica parlamentari

votanti 76,5%

  • partito seggi
  • RCD 141

modifica Elezioni del 20 marzo 1994

modifica presidenziali

  • candidato partito voti
  • Zine El-Abidine Ben Ali RCD 99,9%

modifica parlamentari

votanti 95,5%

  • partito uninominali nazionali totali
  • RCD 144 0 144 (voti:97,7%)
  • MDS 0 10 10
  • MID 0 4 4
  • UDU 0 3 3
  • PUP 0 2 2
  • totale 144 19 163

modifica Elezioni del 24 ottobre 1999

modifica presidenziali

  • candidato partito voti
  • Zine El-Abidine Ben Ali RCD 99,5%
  • Mohamed Belhaj Amor PUP 0,3%
  • Abderrahmane Tlili UDU 0,2%

modifica parlamentari

votanti 92%

  • partito uninominali nazionali totali
  • RCD 148 0 148
  • MDS 0 13 13
  • PUP 0 7 7
  • UDU 0 7 7
  • MID 0 5 5
  • PSL 0 2 2
  • totale 148 34 182

modifica Elezioni del 24 ottobre 2004

modifica presidenziali

  • candidato partito voti
  • Zine El-Abidine Ben Ali RCD 94,5%
  • Mohamed Bouchiha PUP 3,8%
  • Mohamed Ali Halouani MID 0,9%
  • Mounir Béji PSL 0,8%

modifica parlamentari

votanti 91,4%

  • partito uninominali nazionali totali
  • RCD 87,7% 152 0 152
  • MDS 4,6% 0 14 14
  • PUP 3,6% 0 11 11
  • UDU 2,2% 0 7 7
  • MID 1,0% 0 3 3
  • PSL 0,6% 0 2 2
  • altri 0,3% 0 0 0
  • totale 100% 152 37 189

modifica Economia

Grazie alla stabilità politica, ai bassi costi di produzione, e ad una forte disponibilità ad accogliere investimenti stranieri, l'economia tunisina procede ad un buon tasso di crescita (+5,1% nel 2004).

Al prodotto interno lordo (PIL) l'agricoltura contribuisce per il 16%, l'industria per il 28,5%, e i servizi per il 55,5%. In particolare:

  • agricoltura e industria alimentare: la Tunisia produce ed esporta cereali (mais, frumento, avena), olive e olio di oliva, frutta (in particolare arance e datteri); possiede inoltre una notevole flotta da pesca, che entra frequentemente in concorrenza con i pescherecci italiani.
  • industria: si produce molto per l'esportazione, grazie al basso costo della manodopera: i settori industriali prevalenti sono quelli di trasformazione di prodotti alimentari, il tessile e la trasformazione di prodotti petroliferi. Inoltre la Tunisia è un grande produttore di fosfati (il 6° nel mondo).
  • turismo: settore d'importanza crescente, con circa 5 milioni di visitatori nel 2004.
    I luoghi più frequentati sono Hammamet, Monastir, Sousse, dove sorgono numerosi villaggi con animazione; il deserto del Sahara a sud e i siti archeologici come Cartagine,El Djem, Boulla Reggia o Dougga.

I principali partners commerciali della Tunisia sono, nell'ordine: Francia, Italia, Libia, Germania, Belgio, Spagna (dati 2003).

Il tasso di disoccupazione è alto (13,8%, stime 2004), anche a causa dell'alta natalità (crescita annua dell'1,15%), che fa sì che la metà della popolazione abbia oggi meno di 15 anni.
Anche per questo, la Tunisia è uno dei paesi mediterranei a forte emigrazione, e l'Italia, da cui la separano solo 140 km, è la prima destinazione dei migranti tunisini, almeno in transito: in Italia i cittadini tunisini con permesso di soggiorno erano oltre 53 mila al 1º gennaio 2002.

modifica Ambiente

modifica Flora

modifica Fauna

modifica Arte

modifica Sport

Negli ultimi anni ha dimostrato di avere una buona nazionale di calcio

modifica Tradizioni

modifica Gastronomia

I piatti principali della gastronomia tunisina sono il cous cous ed il tajine. Fra i dolci si annoverano le samsa.

Relativamente alle bevande, la Tunisia produce sia vini bianchi che rossi.

Rossi
Bianchi

Per quanto riguarda i liquori, sono prodotti localmente il Thibarine ed il Boukha; esiste poi una bevanda chiamata Laghmi che consiste in linfa di palma estratta e servita senza alcun trattamento.

modifica Festività

modifica Note

  1. ^ Dati CIA

modifica Voci correlate

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