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Il Sultanato di Rûm (ossia di Romània/Roma, detta in turco Rūm) o Sultanato di Nicea o Sultanato di Iconio (dal nome delle due capitali succedutesi nel tempo: Nicea e Iconio), fu il primo impero turco d'Anatolia, creato dalla dinastia dei Selgiuchidi. Originiariamente vassallo dell'Impero selgiuchide dell'Iran, il sultanto gli sopravvisse, rimanendo quale entità autonoma fino all'invasione mongola.
modifica Storiamodifica La battaglia di Manzicerta e la nascita del Sultanato
Dopo la dura sconfitta inflitta dal padre Alp Arslan ai Bizantini nella battaglia di Manzicerta del 1071, il nuovo Gran Sultano dell'Impero selgiuchide, Malik Shah I si trovò aperta la via dell'Anatolia, una terra ricca di pascoli (conseguenti all'impoverimento dell'agricoltura provocata dalle politiche bizantine dell'XI secolo), ideale per l'insediamento delle orde nomadi di Turcomanni giunte in Persia al seguito dei Selgiuchidi. Nel 1072 il sultano affidò così al cugino Suleyman bin Kutalmish il compito di invadere il nuovo territorio. Tra il 1073 e il 1081, Suleyman si impadronì di gran parte dell'Anatolia, costituendovi un autonomo sultanato, vassallo dell'impero di Malik Shah. La capitale del nuovo stato venne posta a Nicea, conquistata nel 1077. Nel 1085 Suleyman prese a espandersi verso oriente, prendendo Antiochia e l'intera Cilicia, seguite, nel 1086, dalla grande città di Edessa. Questa espansione lo mise in rotta con il cugino Tutush I, sovrano del neo-costituito Sultanato di Damasco, che mosse contro di lui, sconfiggendolo prima ad Aleppo e quindi ad Antiochia, dove Suleyman I cadde in battaglia, mentre il figlio Jilij Arslan veniva condotto in ostaggio ad Isfahan, nelle mani del gran sultano Malik Shah. modifica La prima crociata e la crisi del sultanato
Dopo la morte di Malik Shah, il nuovo gran sultano Mahmud I, in guerra con lo zio Tutush di Damasco, inviò nel 1092 il giovane Kilij Arslan a riprendere il proprio trono di Nicea. Questi trovò il proprio regno frammentato nelle mani di numerosi signorotti locali e dovette trascorrere diverso tempo prima che riuscisse a rafforzare la propria posizione. Nel mentre, il basileus di Costantinopoli, Alessio I Comenno, preoccupato della perdita dell'Anatolia, cuore della potenza del suo impero, aveva invocato soccorso dai cristiani latini d'Occidente. Andando oltre le intenzioni dell'imperatore, nel 1096 papa Urbano II proclamò una grande crociata contro i Musulmani per la liberazione della Terrasanta e della Cristianità orientale. Rassicurato dalla facile vittoria ottenuta sulla "crociata dei pezzenti" di Pietro l'Eremita, il sultano sottovalutò la minaccia costituita dai numerosi eserciti occidentali che si andavano concentrando a Costantinopoli e i cui capi stavano offrendo vassallaggio all'Imperatore. Perduta Nicea, presa d'assalto dai crociati nel 1097, Kilij Arslan tentò di bloccarli sulla strada per Iconio (turco; Konya, sua nuova capitale, ma venne duramente battuto nella Battaglia di Dorylaeum e dovette ritirarsi abbandonando la città. Convenientemente ai trattati di vassallaggio, gli Occidentali consegnarono le terre conquistate ad Alessio Comneno, che proseguì poi la riconquista, assumendo in breve il controllo dell'intera fascia costiera dell'Asia Minore. Il successo ottenuto nel 1101 contro i nuovi eserciti crociati di passaggio in Anatolia, consentì ai Selgiuchidi di riprendere sicurezza. Kilij Arslan, costretto nei propri territori orientali dalla pressione bizantina, cercò di espandersi ai danni dei Selgiuchidi di Persia e Siria, ma, sconfitto nel 1107 non lontano da Mosul, morì durante la marcia di rientro. Sotto i successori di Kilij Arslan, Melikshah e Masud I il sultanato dovette subire la riscossa bizantina, mentre ad oriente, il crollo nel 1153 dell'impero selgiuchida di Persia, travolto dalle guerre intestine, rendeva impossibile un soccorso dai Selgiuchidi d'Asia. La situazione continuò a peggiorare fino a quando, nel 1161, il sultano Kilij Arslan II dovette recarsi a Costantinopoli per divenire tributario dell'imperatore Manuele I Comneno. modifica La battaglia di Miriocefalo e la ripresa del potere selgiuchideNel 1175 Kilij Arslan II si ribellò all'autorità bizantina, rifiutando di cedere i territori conquistati ai Danishmenidi. Manuele Comeneno marciò contro di lui con l'intero esercito bizantino, ma cadde in un'imboscata nella valle di Miriocefalo e la sua armata venne distrutta. La grande vittoria permise ai Selgiuchidi di Rum di liberarsi della sottomissione e di arrestare la ripresa dell'impero di Costantinopoli. La situazione rimase piuttosto stabile sino al 1204, quando a sorpresa, la Quarta Crociata investì Costantinopoli, conquistandola e creando un effimero Impero Latino, mentre i Bizantini si ritiravano nei territori rimasti, costituendo in Anatolia l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda. Nel 1261, d'altro canto, la riconquista bizantina di Costantinopoli e la rinascita dell'Impero non mutarono di molto la situazione. modifica Pace e decadenzaEliminati così dai crociati i propri prinipali nemici, i Selgiuchidi avviarono un periodo di pace e di prosperità, interrotto improvvisamente nella seconda metà del XIII secolo, quando il sultanato di Iconio entrò in crisi a causa dell'invasione mongola e delle continue incursioni in Anatolia. Il sultanato cadde nel 1307, quando lo sfascio dell'impero rese tutte le province indipendenti. Da di queste, proclamatasi sultanato sotto la guida di Osman I, prese vita poco dopo, passata la marea mongola, l'Impero Ottomano. modifica Bibliografia
modifica Voci correlate |
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