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La Repubblica Araba di Siria arabo: الجمهورية العربية السورية, al-Jumhūriyya al-‘Arabiyya al-Sūriyya , o Siria arabo: سوريا, Sūriyya , è uno Stato del Vicino Oriente, grande 185.180 km², con 19.405.000[1] abitanti. La sua capitale è Damasco) . Confina a nord con la Turchia, a est con l'Iraq, a sud con la Giordania, a ovest con Israele e Libano. Sempre a ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo. La Siria è una repubblica presidenziale. La lingua ufficiale è quella araba. In italiano il nome Siria proviene (attraverso il latino) dal greco Συρία (Syrìa); ma un tempo era diffusa anche la forma Sorìa, presa dal nome arabo del paese. Oggi di questa forma rimane traccia solo nella denominazione del gatto soriano. Dal 1963 il paese è governato dal Partito Baath; il capo di stato dal 1970 è un membro della famiglia Assad. L'attuale Presidente della Siria è Bashar al-Assad, figlio di Hafez al-Assad, che ha mantenuto il potere dal 1970 sino alla sua morte nel 2000. Dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967, Israele occupa le Alture del Golan.
modifica Geografia
modifica MorfologiaIl territorio è variegato e include ambienti fisici diversi cha vanno dalla fascia costiera agli altipiani, dalle zone fertili delle vallate a quelle desertiche. modifica IdrografiaI fiumi principali sono:
Sul territorio del paese si trovano alcuni bacini artificiali, il più grande è quello di Assad. Il progetto della Turchia di costruire una serie di dighe sul Tigri e sull'Eufrate, che in conseguenza vedrebbero la loro portata ridotta in Siria e in Iraq, ha provocato un contenzioso per il quale sono ancora in corso le trattativesenza fonte. modifica ClimaLa Siria presenta prevalentemente quattro aree climatiche differenti:
modifica PopolazioneDensità: 132.3 per km² modifica DemografiaDiagramma (commons) modifica EtnieIn massima parte arabi o aramei arabizzati (in totale 90,3%); per il resto curdi (9%, a nord-est), armeni (1%, a ovest)), turchi (al centro e a nord), aramei e altri. modifica LingueLingua ufficiale è l'arabo. Nelle scuole sono insegnati l'inglese e il francese. Sono parlati da parte delle minoranze anche il curdo, l'armeno, l'aramaico e il circasso. modifica ReligioniÈ garantita la libertà religiosa anche se la costituzione prevede che il presidente debba essere di religione musulmana. La maggioranza della popolazione (74%) è di fede sunnita, mentre il 16% della popolazione appartiene ad altre correnti musulmane come i drusi (6%, soprattutto a sud), e gli alauiti, un ramo degli sciiti (10%, soprattutto a ovest); questi ultimi rivestono un ruolo politico particolare in quanto i comandi delle forze armate e lo stesso presidente appartengono alla minoranza alauita. Circa il 10% della popolazione è di fede cristiana, presente soprattutto nel nord del paese e aderente per metà alla chiesa ortodossa - Patriarcato di Antiochia e per il resto divisi fra Chiesa cattolica, divisa in varie comunità (melkiti, maroniti, siri, armeno-cattolici, caldei, ...), Chiesa ortodossa siriaca, chiesa apostolica armena, chiesa assira o nestoriana, oltre a piccolissime minoranze protestanti. Vi sono inoltre delle piccole comunità ebraiche a Damasco, Qamishli ed Aleppo. modifica Storia
modifica AntichitàLa Siria subì nell'antichità una serie di dominazioni che le consentirono di sviluppare una fiorente civiltà: Ebla ne è il più significativo esempio. La regione fu influenzata direttamente prima dagli Egiziani, poi dai Babilonesi e infine, a partire dalla fine del IV secolo a.C. fu sottoposta a un vigoroso processo di ellenizzazione dalla dinastia dei Seleucidi. Il greco, lingua delle classi dirigenti e della cultura, si impose soprattutto nelle città, molte delle quali erano oltretutto di fondazione ellenica. Gli idiomi autoctoni (il siriaco, dialetto dell'aramaico, e altre parlate semitiche), continuarono tuttavia ad essere diffusi nelle zone rurali (e, in minor misura, in alcune realtà urbane) in ampie fascie di popolazione sia durante l'età seleucide che in epoca romana. Questa ebbe inizio nel 64 a.C. con la conquista della regione da parte di Pompeo e si protrasse per circa sette secoli, prima nel quadro di un Impero unitario, poi come parte dell'Impero romano d'Oriente. I Romani (e i loro eredi Bizantini) ne fecero un fiorente centro del commercio internazionale. Nell'antichità la regione siriana (che all'epoca includeva anche l'attuale Libano, parzialmente compreso nella cosiddetta Celesiria) diede i natali a un gran numero di letterati, filosofi, storici e uomini di cultura sia di lingua greca (Posidonio, Numenio di Apamea, Luciano di Samosata, Libanio, Giovanni Crisostomo, ecc.) che, con minor frequenza, di espressione latina (fra cui Ulpiano e Ammiano Marcellino) ed aramaico-siriaca (Sant'Efrem il Siro). modifica UmmaNel VII secolo la Siria venne conquistata dagli arabi e passò successivamente sotto gli Omayyadi (di cui Damasco fu la capitale), gli Abbasidi, i Selgiuchidi e i Fatimidi, gli Ayyubidi e i Mamelucchi. Il paese fu coinvolto nelle Crociate e subì l'invasione dei Mongoli. Tra il 1517 e il 1920 fece parte dell'Impero ottomano, cui si ribellò alla fine della prima guerra mondiale, reclamendo l'indipendenza. modifica ColonialismoTuttavia, tra il 1920 e il 1946 la Siria fu un Mandato francese, durante il quale si alternarono rivolte, collaborazione e negoziati per la piena indipendenza. modifica IndipendenzaNella seconda metà del maggio 1945 a Damasco dieci giorni di manifestazioni ininterrotte furono seguiti da un bombardamento di 36 ore, ma grazie alle pressioni della Gran Bretagna a luglio il comando delle forze armate passò in mani siriane. L'indipendenza fu riconosciuta a partire dal 1 gennaio 1946 e le ultime truppe straniere lasciarono la Siria il 17 aprile 1946. A seguito dell'indipendenza si ebbe un periodo di instabilità, costellato da numerosi cambi di governo e tredici colpi di Stato, il primo dei quali nel 1949 a seguito della sconfitta nella guerra arabo-israeliana del 1948, cui fece seguito l'effimera unione con l'Egitto nella Repubblica Araba Unita (1 febbraio 1958 - 28 settembre 1961). Caduta l'unione per un colpo di stato, l'8 marzo 1963 s'impadronì del potere il partito panarabista Ba'th, che con un nuovo colpo di stato guidato da Salah Jedid il 23 febbraio 1966 abbandonò la linea panarabista per una socialista e filo-sovietica. Infine dopo, la sconfitta nella guerra dei sei giorni, con il secondo colpo di stato interno al partito Ba'th, il 13 novembre 1970 prese la guida del Paese Hāfiz al-Asad, a cui è succeduto il 17 luglio 2000 il figlio, Bashār al-Asad. modifica Ordinamento dello statoL'attuale costituzione è stata adottata il 13 marzo 1973. Affida al partito Ba'th un ruolo di guida nella società e nello Stato. La forma dello stato è repubblicana. Il Presidente della Repubblica è il segretario generale del partito Ba'th e il capo del Fronte Progressista Nazionale (alleanza di 10 partiti legali egemonizzata dal Ba'th) ed è approvato per un mandato di 7 anni tramite un referendum a suffragio universale. Deve essere musulmano, ma l'Islam non è religione ufficiale). Ha il potere di:
Il potere esecutivo è retto da un Primo Ministro, mentre il potere legislativo viene esercitato dall'Assemblea del Popolo, eletta generalmente ogni quattro anni. Dal colpo di stato del 1963 è in vigore la legge marziale, che sospende la maggior parte delle garanzie costituzionali (e aumenta i poteri del presidente), ufficialmente motivata dallo stato di guerra con Israele e dalla minaccia del terrorismo. modifica Rivendicazioni territorialiLe alture del Golan, nel Governatorato di Quneitra, sono state occupate da Israele nel 1967 durante la guerra dei sei giorni e annesse nel 1982. La Siria non ha mai riconosciuto l'annessione e fa della restituzione del Golan la condizione necessaria per la stipula di un trattato di pace. La provincia di Hatay, in Turchia, il cui capoluogo è la storica città di Antiochia, è rivendicata dalla Siria come storicamente propria. Etnicamente mista da alcuni secoli, fu ceduta alla Turchia nel 1939, durante il mandato francese, senza che la Siria indipendente abbia mai riconosciuto la cessione. modifica Suddivisioni amministrative
La Siria è divisa, amministrativamente, in 14 province o governatorati (ﻣﺤﺎﻓﻈﺎﺕ muḥāfaẓāt, singolare: محافظة muḥāfaẓāh), dotati di un consiglio provinmciale eletto e di un governatore nominato dal governo nazionale:
I governatorati sono divisi in distretti o aree (manatiq, sing.: mintaqah), 60 in tutto, e questi a loro volta in sotto-distretti (nawahi, sing.: nahiya), 206 in tutto, che comprendono città, cittadine e villaggi. modifica Città principali84 insediamenti hanno il titolo di città. Le città principali in ordine di abitanti sono:
modifica Istituzionimodifica Ordinamento scolasticoL'istruzione è gratuita e obbligatoria dai 6 agli 11 anni, corrispondenti ai 6 anni della scuola elementare. la scuola dell'obbligo è seguita 3 anni di formazione professionale oppure generale e da 3 anni di istruzione professionale oppure accademica; quest'ultima è requisito obbligatorio per l'ammissione all'università. Il tasso di alfabetizzazione è il 86% per i maschi di almeno 15 anni e il 73,6% per le femmine. modifica Sistema sanitariomodifica Forze armate
Il Presidente della Siria è il comandante in capo delle forze armate siriane. Sono divise in : Esercito Arabo Siriano, Marina Militare Araba Siriana, Aeronautica Militare Araba Siriana, Forze Aeree di Difesa Arabe Siriane, Polizia e Forze di Sicurezza. modifica Politicamodifica Politica internaDi fatto la Siria è una repubblica retta dal gruppo etnico-religioso degli alauiti, al cui vertice è dal 1970 la famiglia Assad, titolare della Presidenza della Repubblica in forma ormai ereditaria; attualmente la carica è ricoperta da Bashar al-Asad. Il Presidente è anche segretario generale del partito Ba'th e capo del Fronte Progressista Nazionale, alleanza di 10 partiti legali egemonizzata dal Ba'th. I suoi poteri, già enormi ai sensi della Costituzione del 1973, sono ulteriormente aumentati dal fatto che dal 1963 (data della presa del potere da parte del Ba'th) è in vigore la legge marziale. Bashar al-Asad ha allentato la repressione dei dissidenti ma ha messo in chiaro che la sua priorità è lo sviluppo economico, e non la liberalizzazione politica. modifica Scenari geopoliticiRaramente si parla dello scacchiere mediorientale facendo riferimento alla Siria. La Siria non è solo un paese che finanzia il terrorismo internazionale, un paese che non riconosce Israele e che ha rapporti disastrosi con gli Stati Uniti. La Siria, con un pò di lavoro diplomatico e buona volonta potrebbe essere la chiave di volta per scardinare una volta per tutte la questione mediorientale dalla Palestina all'Iran. La dirigenza siriana governa autoritariamente ormai da decenni, il paese non si è mai avvicinato ad essere una democrazia oltre ad avere una triste tradizione di colpi di stato dimostrando palesemente la fragilità del sistema. Da Assad fino ad oggi la situazione pare stabilizzata in quanto il cambio di potere con il figlio sembra essere passato senza scossoni, ma molti analisti son convinti che in realtà l'apparenza cela una situazione che potrebbe scoppiare. Il paese, che viene da politiche economiche socialiste fallimentari, non cresce e non si sviluppa generando quindi malumore nella popolazione. La politica estera agressiva ed antioccidentale ha allontanato possibili alleanze e sostegni internazionali come gia accadeva ai tempi della alleanza con l'Unione Sovietica, una alleanza che diede inizio al rapporto ostile con occidente e Stati Uniti. La dirigenza al potere è assolutamente laica come in passato quando Assad sterminò migliaia di "fratelli musulmani", unica opposizione organizzata al regime. Ancora oggi l'islamismo è forte e potrebbe subentrare in caso di caduta dell'attuale potere. Ciò che evince da questi elementi è che oggi il ruolo della Siria sembra quasi artificioso, un antioccidentalismo quasi forzato, quasi come se si prolungasse nel tempo per semplice coerenza con il passato, quasi per inerzia. La guerra fredda è finita da un pezzo, che senso ha oggi per un paese laico come la Siria non stare dalla parte di chi combatte contro il terrorismo fondamentalista islamico? Ci vorrebbe tanto per convincere la Siria a passare dall'altra parte? Molti analisti ritengono che qualche promessa di aiuti economici, l'ingresso nella diplomazia che conta possano essere abbastanza per convincere il governo siriano a collaborare. Lo spettro del colpo di stato islamista terrorizza di più il governo di Damasco che le cancellerie occidentali, e una nuova scelta filo-occidentale potrebbe regalare al paese quella stabilità data dalla fine dell'isolamento e dalla crescita economica supportata dall'appoggio USA. Gli effetti positivi nella lotta contro il terrorismo sarebbero enormi e son facili da rilevare: 1)verrebbe scardinato l'asse sciita che da Teheran, passando da Damasco, sostiene svariati gruppi terroristici fino agli Hezbollah libanesi; 2)verrebbe messo fine in Libano a quel protettorato di fatto che dall'ingresso siriano nella guerra del Libano nel 76 rende impossibile una qualche stabilità e futuro democratico in questo paese; 3)potrebbe iniziare un qualche processo di democratizzazione in Siria, il che sarebbe positivo oltre che per i siriani anche per l'amministrazione USA che potrebbe rivendicare il suo ruolo di paese portatore di valori di libertà in un periodo storico non facile per gli americani; 4)potrebbe nascere un nuovo Camp David tra Israele e Siria, una pace tra i due paesi sarebbe devastante per le ragioni dell'islamismo, isolerebbe ancor di più Hamas e darebbe nuova linfa per concludere una volta per tutte la questione palestinese; 5)isolerebbe inesorabilmente l'Iran condannandolo a stare solo nella politica antisionista che inneggia a distruggere Israele contemporaneamente alla ricerca dell'atomica. Sostanzialmente gli Stati Uniti agirebbero allo stesso modo di quando in passato hanno portato l'Egitto dalla loro parte convincendo Sadat ad un coraggioso nuovo cammino. Sarebbe una svolta che rivoluzionerebbe il futuro della politica nel Medioriente. modifica Economia
L'economia è nel complesso fragile; rivestono tuttora, notevole importanza, le attività agricole e pastorali. Il petrolio, non particolarmente abbondante, riesce comunque a soddisfare buona parte della domanda interna. Lo sviluppo dell' economia è ostacolato da un assetto della regione ancora instabile e da una posizione politica poco chiara nella lotta al terrorismo internazionale e nel gioco delle alleanze tra gli stati dell'area e gli Stati Uniti; un'ambiguità che condiziona gli scambi anche con i paesi occidentali. modifica Risorse
Agricoltura Allevamento Pesca Risorse minerarie Industria modifica TurismoAttualmente il governo sta notevolmente puntando sul turismo. La Siria è meta ricercata per il suo ricco patrimonio storico e archeologico che va dai siti di Ebla e Mari, ai resti romani di Palmira e Dura Europos, alle città dalla ricca storia di Damasco, Aleppo (di cui è rinomata la cittadella, una delle più grandi e antiche del mondo). Altri siti sono il Krak dei cavalieri e Mar Musa. Il numero di turisti che hanno visitato la Siria nel 2007 è pari a 4.000.000 circa. modifica Artemodifica PoesiaMolto sviluppata fin dall'epoca della prima conquista araba della Siria, all'epoca del secondo Califfo ‘Umar b. al-Khattab, ha avuto il suo massimo splendore durante il periodo califfale omayyade (661-750). modifica Note
modifica Bibliografiamodifica Libri
modifica Altri progetti
modifica Collegamenti esterni
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